Galugnano. La Madonna della Neve tra antichi ulivi e alti muretti a secco.

Tutto è partito da una “soffiata” di Giovanna. Una soffiata ricevuta con un messaggio via facebook.
Conosci la chiesetta della Madonna della Neve nell’agro di Galugnano? è bellissima e mi hanno detto che all’interno c’è un ciclo pittorico interessante. In Lecce sì – Lecce no, nell’album Galugnano c’è qualche foto dell’esterno.
La curiosità era tanta e il giorno stesso mi sono messo in macchina, dirigendomi alla volta di Galugnano per visitare la piccola chiesa, con la speranza di  trovarla aperta. Prima di mettermi in macchina avevo cercato qualche notizia sul web ma senza trovarne di significative. Male che fosse andata, come accaduto in altre occasioni, avrei fatto un sopralluogo per conoscere la zona, raccogliere un po’ di riferimenti in loco e, se fosse stata chiusa, farmi indicare a chi rivolgermi per visitarla.
Da quelle parti ci ero passato un bel po’ di anni prima in bicicletta. Un pomeriggio d’estate. Arrivando da Sternatia per dirigermi verso San Donato. Ma era stato un passaggio molto fugace, mi ero fermato solo qualche minuto per comprare una bottiglietta d’acqua nella piccola piazza.
Messa in macchina la borsa contenente l’attrezzatura fotografica, mi sono diretto alla volta di San Donato di Lecce. Attraversato il paese, ho seguito le indicazioni stradali per la piccola frazione di Galugnano. All’ingresso del paese sono stato colpito da una fitta cartellonistica turistica con l’indicazione di numerosi luoghi da visitare.  In effetti la storia di Galugnano affonda le sue radici nel lontano passato in cui furono erti i menhir, ha attraversato il medioevo sino a giungere al barocco leccese di cui si conservano pregevoli testimonianze.

Non è stato difficile rintracciare la chiesetta. Si trova poco distante dal centro abitato percorrendo un breve tratto per strade di campagna con alti muretti a secco, incrociando l’antico menhir “Curti Ecchi”, superando un passaggio a livello e, dopo aver incrociato con la sguardo due imponenti pajari poco distanti dalla strada, sono giunto alla metà. Trovandomi in aperta campagna, temevo che fosse chiusa, invece era aperta.
Maria Santissima Della Neve, già delle “Pisanei”.


La chiesetta che è giunta sino ai nostri giorni è il frutto di una serie di interventi effettuati in epoche diverse che hanno portato ad un progressivo allargamento dell’edificio e a dei rimaneggiamenti interni.
Si possono distinguere tre distinte sezioni. La prima sezione ad est, la più antica, è in stile romanico , databile intorno al XIV – XV secolo, la sezione centrale è in stile gotico costruita nel corso del ‘500, la terza costruita nel ‘700.
Come spesso accade a permetterci di risalire alla storia dei nostri antichi luoghi sono i resoconti di visite pastorali. Le prime notizie risalgono al 1540 anche se, come è verosimile, l’edificio religioso era già preesistente. Molto probabilmente non venne documentato nelle precedenti visite perché si reputa che in quei luoghi si svolgessero celebrazioni di rito greco e che fosse di proprietà privata. Proprio in quegli anni raccontati dalla visita pastorale a cui faccio menzione, l’edificio passò sotto la proprietà della Chiesa e divenne di rito romano.

Non è chiaro quando e il perché la chiesetta cambio nome da Madonna delle Pisanei a Maria SS. della Neve.
Il nome “delle Pisanei” potrebbe far riferimento alla vicina tenuta un tempo dedicata intensivamente alla coltura del grano e il termine trebbiare in  dialetto viene anche sostituito dalla parola “pisare”, con riferimento alla “pisara” che era una pietra di forma trapezoidale con un foro nel lato piccolo a cui veniva fissata una catena o una corda che attraverso “lu vallanzinu” (un rinforzo) era legata al pettorale dell’animale e trascinata sulle spighe per separare il grano dalla pula.
Con in nome di Maria SS della Neve la troviamo citata per la prima volta in un documento del 1640.

Come accennavo in precedenza la chiesetta al suo interno conserva un ciclo pittorico di assoluto interesse storico ed artistico. Nella sezione più antica dell’edificio si possono ammirare le immagini di diversi santi e sante, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia, San Giovanni Battista, Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi, San Pietro Martire e una bella immagine di Madonna con il Bambino, Maria SS. delle Pisanei.

Gli affreschi presentano significative similitudini con quanto proprio nello stesso periodo, nei primi del ‘400, si andava realizzando a Galatina nella Basilica di Santa Caterina di Alessandria grazie alla casata Balzo Orsini. Gli stessi che commissionarano la realizzazione della più vicina Santo Stefano a Soleto. Non ho trovato nella limitata bibliografia in mio possesso alcun riferimento che riconduca la chiesetta di Galugnano ai del Balzo Orsini  ma gli interrogativi se non sulla committenza, ma sulle maestranze e artisti che vi contribuirono alla realizzazione a mio avviso restano.

Nella sezione centrale di stile gotico, si possono ammirare Sant’Antonio da Padova  e San Francesco da Paola.

Nella sezione più recente è posto un altare, molto probabilmente lo stesso che si trovava nella sezione più antica, posto in corrispondenza dell’affresco della Vergine, e che venne rimosso e riposizionato a seguito dell’allargamento dell’edificio compiuto nel ‘700. La parte sovrastante l’altare, in pietra leccese, potrebbe essere stato trasportato dall’antica chiesetta dell’Annunziata, distrutta per far posto all’attuale.

La chiesetta a partire dal 1995 è stata sottoposta a diversi interventi di restauro e dal 2003 è stata dichiarata dalla Sovraintendenza pugliese “monumento di interesse particolarmente importante”.

Ho lasciato a malincuore quel luogo ma vi sono ritornato una seconda volta a Galugnano. Avevo bisogno di documentazione per scrivere questa nota. Sono riuscito a rintracciare uno studioso del luogo, Franco Michele Dell’Anna autore di un bellissimo libro sulla storia di Galugnano. Dopo una serie di contatti via mail, ci siamo dati appuntamento a casa sua, a casa di “Michelino” come mi è stato indicato dai suoi compaesani.
Ho avuto così il grande piacere di conoscere una persona in cui è evidente, non solo dal libro che ha scritto, ma anche dal modo con cui ne parla, il suo grande amore per il paese in cui vive.
Un piacevolissimo incontro, grazie al quale sono entrato in possesso del libro che mi ha consentito di inserire un po’ di dati storici, ma al quale rimando per chi volesse approfondire la storia della chiesetta e di Galugnano.

di Massimo Negro
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Galugnano. Una storia minore. – Franco Michele Dell’Anna – Congedo Editore

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Una risposta a Galugnano. La Madonna della Neve tra antichi ulivi e alti muretti a secco.

  1. carlo ha detto:

    Grazie Massimo per queste immagini che ci fai scoprire, non conoscevo questo bel monumento,quanto prima andrò a visitarlo.Ciao ciao

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