Nardò. La Madonna della Grottella tra distese sconfinate di ulivi.

Disperso in una vastità di chiome verdeggianti di alberi di ulivo. Ulivi in ogni dove che si perdono a vista d’occhio. Un assordante fragore di cicale che copre anche il rumore dei miei passi.

Siamo nei pressi di Masseria Zanzara, in agro del Comune di Nardò. Dopo averla superata si imbocca una lunga e pianeggiante strada di campagna in terra battuta. Dopo poco, lasciata la macchina ci si inoltra a piedi tra gli alberi senza incontrare nulla che possa lasciare presagire la presenza di insediamenti umani di qualunque tipo, neanche ad uso agricolo. Questo finché ad un certo punto, quasi all’improvviso, compare innanzi un edificio diroccato.

Quel che rimane di un edificio sacro costruito molto probabilmente nel XVI secolo e noto come Madonna della Grottella. Questo nome si deve alla grotta sottostante la chiesa, una cavità di origine carsica molto probabilmente un tempo abitata da una piccola comunità monastica o destinata ad eremitaggio, si presume, riconducibile all’epoca in cui i basiliani arricchirono di arte e di fervore religioso la nostra terra con la loro presenza.
Il Fonseca nel suo più noto libro “Gli insediamenti rupestri medioevali nel Basso Salento” non segnala la presenza di questo sito, menzionando un’altra Madonna della Grotta in agro di Nardò, ma quel che resta di quel edificio è in località detta delle “Tagliate”.

Il Fonseca se ne occupa in un’altra pubblicazione sempre a sua cura che riporta gli atti di un convegno internazionale di studio sulla civiltà rupestre medioevale nel mezzogiorno d’Italia che si svolse a Taranto nel 1977. Durante il convegno ci furono due relazioni che citarono il sito in oggetto, quella del Vetere e quella del Lembo a cui si devono anche i rilievi della grotta e dell’edificio.

Da notare che sino al 1971 l’unica cripta rupestre ufficialmente censita in agro di Nardò è quella di S. Antonio Abate. Solo negli anni successivi si potè compiere un censimento più accurato arrivando ad aggiungere altri siti alla classificazione già esistente. Tra questi vi è Santa Maria della Grottella.

La chiesa si presentava a navata unica e con la volta a botte. Ora restano in piedi la parete di fondo e una piccola porzione delle pareti laterali. Quel che  basta per ammirare i capitelli e il fregio floreale in pietra che corre lungo le pareti che ancora si reggono in piedi.
Sulla parete di fondo, al centro sopra l’altare, vi è un affresco della Vergine con il Bambino molto rovinato.

Accanto all’affresco centrale vi sono quattro medaglioni che ritraggono alcuni paesaggi dei quali si riesce ad intuire ben poco, così come sono sconosciute le intenzioni dell’autore e del committente.
In uno di questi medaglioni, in basso a sinistra si può notare un centro fortificato con alte mura e torri.
Mentre in alto a destra un vascello con delle figure a bordo. All’interno di quest’ultimo è riportato una breve iscrizione sovrascritta all’affresco della quale personalmente sono riuscito ad intuire solo alcuni brevi passaggi “… 1892 … 24 maggio … che la fece il sacrificio“. Difficile dire cosa possa significare e i motivi che hanno spinto l’autore a portarsi così in alto per realizzarla. Molto probabilmente quello che oggi è un sito dimenticato e fatiscente, un tempo doveva rappresentare un centro di attrazione per la devozione popolare di quelle contrade.
Motivi floreali, melograni e rappresentazioni di angeli anche se ormai sbiadite abbelliscono ulteriormente la parete.Addossata alla chiesa vi doveva essere una piccola stanza forse adibita a segrestia della quale rimane solo il pavimento.

Dalla chiesa si accedeva alla grotta mediante dei gradini ancora oggi visibili. Peccato che il crollo della volta abbia parzialmente ostruito l’accesso alla grotta.

 A rendere impossibile qualunque visita vi è una carcassa di pecora e resti di ossa di animali, molto probabilmente pecore anch’esse.
La grotta è una dolina di origine carsica con  il caratteristico inghiottitoio, solo successivamente riadattata per motivi di culto. Le due chiese, quella sotterranea e quella sub divo, hanno dimensioni simili, sono entrambe a navata unica ma sono orientate in maniera opposta, perché le maestranze cha hanno scavato la grotta carsica per ricavarne un luogo di culto ne hanno utilizzato il più possibile le caratteristiche naturali per la suddivisione dello spazio sacro. Infatti l’altare della chiesa è rivolto ad ovest, mentre quel che si ritiene essere l’abside all’interno della grotta è rivolto ad est.
Non è nota la presenza di  affreschi all’interno della grotta.
Sino a qualche anno fa i resti crollati ostruivano la parete di fondo. Qualche anno fa un movimento di opinione spontaneo ha reso possibile una parziale pulizia dell’area con il supporto dei proprietari della zona. Peccato che la grotta non sia stata resa nuovamente accessibile. Già all’epoca si parlava di presenze di carcasse di pecore.
Il sito continua a versa in un situazione precaria per cui sarebbe auspicabile un intervento per lo meno di natura conservativa e di bonifica.

di Massimo Negro
_____
Le notizie e i riferimenti bibliografici sono limitati; nei seguenti testi vi sono solo dei brevi cenni al sito:
LEMBO F., “Gli insediamenti rupestri nel Salento. Nuovi rilevamenti e proposte di studio”, in Fonseca C. D. (a cura di), Le aree omogenee della civiltà rupestre nell’ambito dell’Impero Bizantino: la Serbia, Galatina 1979, pp. 179-189.
VETERE B., “La facies rupestre del territorio neretino”, in Fonseca C. D. (a cura di), Le aree omogenee della civiltà rupestre nell’ambito dell’Impero Bizantino: la Serbia, Galatina 1979, pp. 163-177.

Non ho potuto visionare il seguente che per completezza riporto:
C. D’Angela, Archeologia ed insediamenti rupestri medievali, in La Puglia tra Bisanzio e l’Occidente

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Nardò e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Nardò. La Madonna della Grottella tra distese sconfinate di ulivi.

  1. Pingback: Tra Galatina e Galatone. L’antico Casale Tabelle. | Spitte Salentine

  2. Pingback: Le Cripte Basiliane | Bistro Charbonnier

  3. Pingback: Le Cripte Basiliane nel Salento | Bistro Charbonnier

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...