Galatone. Lu Cristu Ti Tabelle lungo il Canale dell’Asso

Il viaggio per foto questa volta ci porta lungo l’antico tracciato che porta da Galatina e Galatone, ad incrociare il Canale dell’Asso.

http://www.youtube.com/watch?v=OMbYf3T11IQ

In questa zona, denominata Tabelle, era presente sino al medioevo, un significativo insediamento umano che, come Fulcignano, era preesistente all’attuale centro di Galatone. Il De Giorgi a riguardo ci racconta che Galatone sorse appunto dalle rovine dei due casali. Del primo, Tabelle, resta “il nome ad una contrada rustica nella quale esiste una cappella detta Cristu te Taeddhe”. Il sito si trova a circa tre chilometri dal centro abitato di Galatone nei pressi della Masseria Doganieri.

Alcuni degli anziani di Galatone mi raccontano  come fosse appunto questa cappella, l’antica cappella dove nasce la devozione al Crocifisso. Ed è singolare vedere negli affreschi della parete centrale una sorta di commistione tra le tradizioni religiose di Galatone, rappresentate appunto dalla crocifissione, e le tradizioni galatinesi, con le immagini dei Santi Pietro e Paolo che sono posti ai lati della croce e rivolti ad essa.

Nei pressi c’è un’altra chiesetta di origine medioevale, detta di Santa Lucia, in cui le caratteristiche architettoniche del periodo sono piuttosto evidenti, sia nella forma  delle finestrelle che nelle decorazioni dell’architrave dell’ingresso. Lungo la stradina che porta alla chiesetta vi sono dei muretti a secco di dimensioni e forme eccezionali che lasciano pensare a una qualche forma di riparo escogiatata nel passato sicuramente più efficace degli usuali muretti.

Ma il luogo racchiude altri tesori dati in primis dalla bellezza incontaminata (o quasi, che poi spiegherò) dei luoghi. Sempre nella zona vi è poi una grotta la cui particolarità è data soprattutto da un maestoso albero che nasce proprio dal basso, all’interno della grotta, e che si alza maestoso con i suoi rami creando un colpo d’occhio veramente unico e per certi versi anche un pò tetro.

Le foto sono frutto di diversi sopraluoghi. Trovare la grotta non è stato facile anche perché le indicazioni non erano molto precise ma alla fine ci sono riuscito. Un anziano che abita nei pressi mi diceva che l’attuale configurazione della grotta non è quella originale e che la terra trascinata dalle acque piovane o di riporto ha alzato l’originale e più profondo livello del piano di calpestio. Come nelle migliori tradizioni si favoleggia di improbabili  collegamenti con la grotta che si trova nei pressi della chiesetta di San Mauro tra Lido Conchiglie e Galatone e di collegamenti sotterranei con l’antico casale di Fulcignano.

Portandomi alle spalle di casa sua mi ha mostrato quello che poteva sembrare un pozzo ma che. mi diceva, è una sorta di accesso ad un antico passaggio di significative dimensioni esplorato recentemente da speleologi.
Questo è un luogo dove quasi naturalmente realtà, fantasia e legende si incontrano.

Le foto all’interno della chiesetta di Santa Lucia sono state fatte portandomi una scala da casa in modo da poter arrivare all’altezza della finestra posta sopra la porta chiusa a chiave.

Ma veniamo alla stato dei luoghi. La  zona è quasi incontaminata. Bellissimi muretti a secco, ulivi di antiche origini, il canale e un verde eccezionale. Ma la mano dell’uomo inizia ad essere sempre più evidente.
Case di campagna costruite con dei lay-out sempre più improbabili. Muri in tufo che sostituiscono i muretti a secco.

Considerando che la zona non appare molto compromessa, basterebbe veramente poco. Basterebbe obbligare a costruire rispettando l’architettura dei luoghi e le caratteristiche del paesaggio. Basta una delibera.

Se poi si vuole puntare su una rivalutazione dei luoghi, come è auspicabile, l’esempio più significativo e recente è il Parco Archeologico di Parabita.

Lo sviluppo passa anche attraverso questo tipo di accorgimenti e preservare lo stato originario dei luoghi è sicuramente un primo e necessario passo. 
Anche qui non bisogna invenatrsi nulla. Provate a muovere una pietra ad Assisi. Lo si può fare. Ma le nuove costruzioni o il restauro delle preesistenti devono essere perfettamente integrate con lo stato e le caratteristiche del luogo. Da noi che accade?

Passeggiando per le nostra campagne, e con questo faccio un discorso generale, ormai non riesco a capire se mi trovo alla periferia di Treviso o nelle campagne leccesi. Si incontrano le case dalle forme e colori più improbabili e poi quando va bene le nuove, tutte o quasi, con tetti a spiovere e tegole.

Si è perso, e ormai da tempo, il gusto del bello, il bello dei luoghi.
Gli amici di Galatone facciano in modo, per loro e per noi,  di salvare questo luogo.

di Massimo Negro

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