Stigliano. Il casale abbandonato, l’antica cripta e Santa Marina

Riprendiamo un cammino iniziato qualche mese fa e mai interrotto, sulle tracce dei luoghi di culto dedicati a Santa Marina. La santa che per la sua bellezza è considerata la protettrice del “bel colorito”.

Con questa nota ci addentriamo nelle campagne di Serrano, seguendo strade di campagna circondate da distese immense di alberi di ulivo, per giungere all’antico casale abbandonato di Stigliano. Antichi tronchi ritorti e fronde verdi lucenti che si perdono a vista d’occhio.

Siamo in una zona dove nel passato il culto della santa era particolarmente vivo.

Nella vicina Carpignano, di cui Serrano è frazione, nella piazza principale del paese, all’interno dell’antica cripta di Santa Cristina, dove si può ammirare uno dei cicli pittorici più antichi del Salento risalente al 959 ad opera del pittore Teofilatto, si trova una raffigurazione settecentesca di Santa Marina.
Qui le madri un tempo portavano i loro fanciulli per chiedere alla santa la protezione dall’ittero e, come segno di buon auspicio, ai piccoli veniva fatta fare la pipì proprio nei pressi dell’affresco. Un’usanza del genere l’ho riscontrata a Ruggiano, frazione di Salve, dove durante il pellegrinaggio verso il Santuario di Santa Marina, i devoti orinavano su oggetti o pietre a forma di arco. Dove l’arco richiamo l’arcobaleno, i suoi colori vivi, e l’immagine dello stesso come ponte di congiunzione tra la terra e il cielo.

All’antico casale si arriva percorrendo Via Santa Marina che parte dalla piazza principale di Serrano, accanto al maestoso Palazzo Lubelli. La prima volta che ci sono andato non è stato facile trovare il sito. Avevo con me una cartina di massima della zona, ma non sufficientemente dettagliata e ad un certo punto le indicazioni stradali non erano più visibili. Dopo un bel po’ di giri nella splendida campagna serranese, alla fine sono giunto alla meta.

Dell’antica costruzione rimane ben poco. Solo il muro di cinta addossato all’antico portale di accesso rimane ancora parzialmente in piedi e alcune stanze poste sul lato destro adiacenti la strada. Percorrendo a piedi la parte posteriore dell’antico caseggiato vi sono solo rovi e null’altro. Del muro di cinta rimane soloqualche fila di mattoni.

L’antico caseggiato, oggi rudere, venne costruito nella seconda metà del settecento da un nobile otrantino Domenico Salzedo, dopo aver acquistato l’antico feudo all’epoca già disabitato. Con l’occasione il barone otrantino fece costruire la vicina chiesa dedicata a Santa Marina di Stigliano (siamo nel 1762). I lavori erano stati iniziati qualche anno prima dallo zio Giuseppe Felice Salzedo ma erano stati interrotti alla costruzione delle fondamenta della chiesa. Sul portale di accesso che ancora rimane miracolosamente in piedi e quasi intatto si trova l’antica arme della famiglia nobiliare.

Il caseggiato di cui rimane oggi ben poco era adibito a luogo di villeggiatura del nobile. E’ abbastanza probabile che dell’antico insediamento già all’epoca rimanesse ben poco e il resto, si può ipotizzare, venne spazzato via dal barone per erigere il suo nuovo edificio.

Ma non tutto è andato perduto di quei tempi antichi. Infatti il barone fece costruire il nuovo edificio su una preesistente cripta, provvedendo alla sua conservazione.


Trovare la cripta è stata una mezza impresa. La prima volta che ho visitato il luogo sono riuscito ad entrare all’interno del casale nelle stanze che ancora restano in piedi. Tra rami di alberi di fico, autentica iattura degli antichi edifici per  via delle loro radiciinvasive, e robusti rovi, non sono riuscito ad individuare il punto di accesso.  Avevo già perso fin troppo tempo per trovare il sito per cui me ne tornai dopo poco a casa. Ma non mi sono arreso. Se la cripta c’è, da qualche parte deve pur stare.

La seconda volta sono tornato pronto per affrontare rovi e sterpaglia. Come la prima volta sono saltato dentro il caseggiato, ho percorso in lungo e in largo le tre stanze che sono rimaste in piedi finché, nello sporgermi da un muretto all’interno, ho visto un accenno di sentiero che conduceva alle spalle delle stanze in cui mi trovavo. Sono solito sul muretto e tra rovi e rami d’albero ho intravisto una ripida scalinata che conduceva verso il basso. Era l’accesso alla cripta. In buona sostanza, nell’aggirarmi all’interno del casale mi stavo muovendo sul soffitto della cripta.


Facendomi largo tra i rovi sono sceso giù. L’accesso alla cripta è chiuso da una cancellata ma l’interno è comunque facilmente visibile.
Pare che il barone nel costruire il suo edificio abbia fatto rinforzare le pareti e la volta della cripta con l’aggiunta di manufatti in muratura e archi, provvedendo a spostare l’ingresso originario creando quello attuale con annessa scalinata. Da quanto mi è dato leggere sulla storia del sito, il precedente accesso è ora murato e doveva coincidere con le stanze che ho avuto modo di visitare.

All’interno rimangono poche tracce degli antichi affreschi e tra questi anche una pregevole Madonna con il Bambino che non sono riuscito ad individuare visto che le foto le ho potute scattare solo dall’esterno.

Di fronte all’ingresso  a destra del sedile vi è un frammento di affresco nel quale la popolazione un tempo vedeva raffigurata Santa Marina. A guardare oggi il frammento di affresco ci si capisce ben poco (provateci voi guardando la foto).


Sudato e graffiato me sono tornato soddisfatto a casa.

Ci sono poi tornato una terza volta con un gentilissimo abitante di Serrano, che si era prestato ad accompagnarmi dal parroco per farsi dare le chiavi delle vicina chiesa settecentesca, facendosi garante che non avrei “combinato danni”. Non vedrete foto perché il parroco si è raccomandato di non farne in assenza di autorizzazione della diocesi.
La chiesa è stata restaurata da poco e sull’altare maggiore è incastonato un lacerto murario  di riporto su cui è affrescata un’immagine in stile “bizantino” di Santa Marina. Hanno dovuto impiantare un sistema di allarme perché più volte si sono introdotti all’interno, causando danni alla struttura.

La zona si trova al limitare di una pineta che mi è parsa discretamente frequentata per passeggiate e da famiglie con bimbi e biciclette appresso. Il giorno di Pasquetta, mi diceva il mio accompagnatore, diventa metà di scampagnate e luogo per giochi all’aperto.

E’ una zona molto bella che meriterebbe qualche investimento e cura in più.

di Massimo Negro
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Appartengono alla serie su Santa Marina le seguenti note:

– Muro Leccese
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/06/muro-leccese-santa-marina-uno-sguardo-verso-oriente/

– Ruggiano (Salve)
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/06/ruggiano-le-zigareddhe-di-santa-marina/

– Miggiano
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/06/miggiano-gli-archi-di-santa-marina/

– Casale di Stigliano (Serrano)
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/06/stigliano-il-casale-abbandonato-lantica-cripta-e-santa-marina/

– Ortelle
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/07/ortelle-tra-s-vito-santa-marina-e-la-madonna-della-grotta/

– Parabita
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/07/parabita-la-cripta-di-santa-marina/

– Taviano
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/08/taviano-la-chiesa-di-santa-marina/

– Carpignano Salentino
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/08/carpignano-salentino-la-cripta-di-ss-cristina-e-marina/

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