Tuglie. La Madonna del Carmine tra due ali di angioletti.

La festa della Madonna del Carmine a Tuglie ha rappresentato da sempre uno degli appuntamenti irrinunciabili del mese di luglio. Quand’ero ragazzo era una delle poche occasioni in cui tornavo a Tuglie durante i mesi estivi. Solitamente nella seconda metà di giugno la mia famiglia si trasferiva a Lido Conchiglie per rimanerci sino ai primi giorni di settembre. Ma il 16 luglio si ritornava a Tuglie.

Da piccolo in macchina con i miei, da più grandicello con il motorino. Tornavo al paese sin dal pomeriggio per qualche puntatina golosa in piazza al bar di Ugo e poi per farmi qualche giro a casa dei soliti amici per sapere come gli andava l’estate e, ovviamente, eventuali “new entry” interessanti dal settentrione tra le loro compagnie estive.
Se mia nonna e mia zia non erano con noi a mare, ne approfittavo per passare a salutarle, sedute nel solito “purtone” dove aspettavano il passaggio della processione.

Dubito di aver mai partecipato alla messa all’interno della Chiesa. Sempre troppo caldo. Solitamente mi mantenevo all’esterno, ed era poi l’occasione per salutare gli amici che non vedevo da qualche settimana e per fare gli auguri al mio barbiere di allora, Carmeluccio.
Visto l’avvio della processione, con l’immancabile fila interminabile di angioletti, si attendeva il ritorno al bar della villetta, da Cataldo anzi da Ulderico, il figlio.
Gli angioletti. Una delle caratteristiche di questa processione, per certi versi unica, sta proprio in questa inusuale e numerosa partecipazione dei bambini vestiti da angioletti con tuniche di raso di diverso colore e con coroncine illuminate da piccole lampadine. Come ha scritto su quiSalento il mio amico Gianpiero, uno scenario surreale. Aggiungerei anche suggestivo.

Riguardando le foto fatte quest’anno e ripensando agli anni passati, in particolare a quelli della mia adolescenza,  la cosa più bella è vedere come, seppur faticosamente, certe tradizioni non solo non vengono meno ma vi è quasi una sorta di “lascito generazionale”, presenze che si tramandano di generazione in generazione.
Vedo le figlie che hanno preso o stanno prendendo man mano  il posto delle loro madri nella preparazione e nella partecipazione alla processione, i miei amici di allora portare ora in spalla la statua della Madonna. Per non parlare poi dell’attuale priore, Antonio, quasi un predestinato.

Una bella tradizione che ogni anno si ripete e si rinnova, grazie alla partecipazione, alla devozione e al contributo di tanti.

di Massimo Negro

il link al video delle foto scattate a Tuglie
http://www.youtube.com/watch?v=cuRam1HMnRM

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