Galatone. L’Ora dei Miracoli e l’asta per la Processione del SS Crocifisso.

Per chi ama le tradizioni del Salento, i richiami del sentimento religioso popolare ancora vivi nei nostri piccoli centri, i riverberi di una storia lontana che ci conduce a Elena, santa e madre dell’imperatore Costantino, non può mancare alla ricorrenza del SS. Crocifisso che si festeggia ogni anno nella cittadina di Galatone, nei primi giorni del mese di maggio.

Una festa che affonda le sue radici nella storia, ma soprattutto una tradizione e un sentimento religioso molto sentito, ancora vivo e vissuto non solo a Galatone, ma anche in molti paesi del Salento.

Quando ero piccolo la mia bisnonna ‘Ttina mi raccontava che non mancava mai di parteciparvi. E non era semplice ai suoi tempi. Partiva all’alba a piedi da Tuglie e si dirigeva a Galatone pur di render visita al SS Crocifisso, all’interno del bellissimo Santuario dalla facciata baroccamente ricamata in pietra leccese, opera di Giuseppe Zimbalo.


Un significativo cammino a piedi o se si era fortunati su qualche carro anch’esso diretto alla festa, fatto certamente per devozione oltre che, sospetto, per assenza di mezzi di trasporto che oggi viceversa abbondano. Però al di là della facile battuta, è innegabile che le generazioni che ci hanno preceduto hanno manifestato, a torto o a ragione, un fervore religioso e penitenziale sicuramente maggiore rispetto a quello che oggi vogliamo o siamo in grado di vivere nel  nostro animo.

L’obiettivo era giungere per tempo alla celebrazione, che anche ai nostri giorni avviene ogni anno nel giorno della festa il 2 maggio, chiamata “l’Ora dei Miracoli” con l’esposizione della reliquia del Sacro Legno della Croce.

E’ un momento di preghiera e di riflessione molto partecipato. A dispetto dei racconti della mia bisnonna, l’ho conosciuto un pò tardino e grazie ai miei suoceri e a mia moglie che mi hanno condotto per la prima volta in quell’ora un pò particolare della giornata (alle 14.00).
Se avete intenzione di partecipare dovete arrivare con sufficiente anticipo. La chiesa si riempie in ogni dove, non solo nella navata centrale ma anche sull’altare maggiore e sugli altari e lungo i passaggi laterali. Quando inizia la celebrazione è impossibile entrare in chiesa perché non c’è più spazio per uno spillo.

La gente resta assiepata lungo tutto il perimetro della chiesa e la stessa entrata laterale che conduce alla sacrestia del Santuario è occupata da decine di persone.

La devozione verso il SS Crocifisso ci porta indietro nel tempo, nell’anno 1621 quando si compì un miracolo alquanto particolare. L’immagine di un Cristo Crocifisso, opera del 1400 di un monaco anonimo, oggetto di particolare devozione era stata coperta da un drappo per ripararlo dalle intemperie. La sera del 2 luglio di quel anno verso le 23, alla folla che si era riunita in preghiera davanti all’immagine nascosta, parve di vedere la mano del Cristo che scostasse il velo quasi a voler osservare quanto accadeva dinanzi a lui. Quando qualcuno si avvicino per togliere il drappo e risistemarlo notarono che l’immagine del Cristo che prima aveva le mani legate davanti a se, le presentava legate dietro. E così si gridò al miracolo.

Così come di miracolo si racconta nell’osservare un buco nel pavimento qualche passo dopo l’ingresso all’interno del Santuario, dove a quanto si dice ebbe a sbattere la testa un operaio cadendo dall’alto ma senza riportare alcun danno.

Se l’Ora dei Miracoli è pura espressione religiosa, la grande e solenne processione che si svolge la sera ha un preambolo alquanto particolare e comunque interessante da seguire.

Non so quanti di voi, in particolare non galatonesi, conoscono o hanno avuto modo di partecipare da spettatori all’evento dell’asta che si svolge prima della processione per la scelta della squadra a cui verrà affidata la statua del SS Crocifisso per essere portata processionalmente per le stradine della città.
Per chi non lo avesse mai fatto, ed è in zona nel Salento, vi posso assicurare che almeno una volta vale la pena esser presenti.

L’asta si svolge nella piazza dell’orologio civico, a pochi passi dal Santuario. La gestione dell’asta è a cura del Comitato Festa Patronale a cui spetta anche l’introito del denaro promessa e offerto dalla squadra vincitrice.

Il ritrovo è poco prima della partenza della grande processione; solitamente verso le 19.45 ma per chi vuole assistere in buona posizione conviene esser già presenti nel piccolo piazzale.

L’asta viene introdotta da un messaggio di saluto da parte del Presidente del Comitato e poi il banditore, coadiuvato da colui che verifica orologio alla mano, e in bella vista, il decorrere del tempo, apre l’asta alle prime offerte e ai rilanci. Il banditore e il Comitato sono posti sulla cassarmonica, anche se ci sono stati anni in cui erano posizionati sui gradini dell’edificio ove vi è l’orologio civico. Le squadre sono immediatamente sotto, pronte secondo una strategia predefinita prima dell’inizio a darsi “battaglia”.

La parte più emozionante si ha negli ultimi secondi quando le squadre, ognuna con la sua tattica, cerca di aggiudicarsi l’asta, gli animi si scaldano sino all’aggiudicazione finale alla squadra che offre di più.

L’anno in cui sono state scattate le foto l’offerta più alta risultata vincente è stata di 28.000 euro.

L’asta però è solo l’ultimo momento, quello più visibile, di una lunga preparazione. Le squadre che partecipano sono solitamente molto numerose, intorno ai trenta portatori che vengono organizzati in gruppi di sei sulla base dell’altezza in modo da poter distribuire il meglio possibile il peso del simulacro del Crocifisso ma soprattutto della sua pesante base sulla quale viene posto.

Ogni squadra fissa una quota minima in denaro di partecipazione. Questa soglia minima viene poi solitamente integrata da pochi, in genere imprenditori del luogo, che sono disposti ad affrire significativamente di più. L’importante è che prima che si dia l’avvio all’asta, il caposquadra possa aver chiaro fino a quanto si può spingere nei rilanci.
Ma quando si è lì nel mezzo e nella concitazione dei secondi finali, può succedere anche che con impercettibili gesti o occhiate il più “generoso” della squadra faccia segno di proseguire nei rilanci.

Urla di giubilo della squadra vincitrice accolgono la conclusione dell’asta e la tensione pian piano svanisce, anche perché occorre muoversi velocemente verso il Santuario per l’avvio della processione.

Non tutti lo sanno, ma all’interno della squadra vincitrice, i gruppi di portatori non si alternano in modo casuale. I momenti di maggior prestigio sono all’uscita dal Santuario e al rientro. E’ facile immaginare perché. In quei momenti vi è il culmine della partecipazione popolare alla processione ed è fonte di devozione, ma anche di orgoglio, essere tra quelli che in quei momenti portano sulle spalle il simulacro.

Riguardo lo spirito e i sentimenti che animano i componenti delle squadre, sono i più svariati. Sicuramente vi sono coloro che lo fanno per mettersi in mostra, ma chi conosce i meccanismi di partecipazione e le persone che vi partecipano, mi dice che i semplice devoti sono tanti (per i motivi devozionali e di ringraziamento più vari), così come vi sono anche dei portatori per conto di “terze persone”. Si tratta di persone anziane o persone che non sono in grado di portare in spalla il simulacro e che offrono una quota di partecipazione pur non essendo direttamente presenti.

Al termine della processione, la squadra vincitrice si ritrova presso la sede del Comitato e ciascun portatore versa la sua quota come da accordi presi, alla presenza del caposquadra che si fa garante della somma promessa.

In breve si può dire che, pur nella particolarità dell’evento e pur con i dubbi formali della Chiesa su questo tipo di manifestazioni, quello dell’asta continua ad essere un “rito laico” dove permane un significativo sentimento religioso.

di Massimo Negro

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Di seguito il link alle immagini della festa e dell’asta che precede l’avvio della Processione

http://www.youtube.com/watch?v=l0YMWyfA_JM

Sul corteo del Carro di Sant’Elena che si svolge durante la Festa del SS. Crocifisso della Pietà a Galatone:
https://massimonegro.wordpress.com/2012/05/07/galatone-santelena-il-suo-carro-e-la-vera-croce/

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Una risposta a Galatone. L’Ora dei Miracoli e l’asta per la Processione del SS Crocifisso.

  1. luigi cataldi ha detto:

    “POTERE” E “DEVOZIONE” in queste due parole può concretizzarsi la tradizione dell’asta de lu “Crucifissu”, festività di grande impatto, diremmo oggi, che induceva, come segnalato dall’amico Massimo Negro, grande divulgatore di tradizioni e bellezze della nostra Terra Salentina, popolani borghesi e nobili a raggiungere Galatone con ogni mezzo, ma principalmente col ” cavallo di san Francesco” per partecipare ai festeggiamenti!

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