Torrepaduli. La scherma di San Rocco.

Nei giorni dalla festa di San Rocco ripesco nel mio archivio fotografico e in qualche partizione sperduta della mia memoria, le foto e i dialoghi di un caldo pomeriggio di agosto della scorsa estate, passato a Torrepaduli, piccola frazione di Ruffano, dove è sito il Santuario dedicato a San Rocco.

Questo piccolo paesino è ormai diventato un centro di notevole attrazione non  solo per la devozione verso San Rocco, che da sempre ha fatto muovere devoti da tutta la provincia per rendere visita al santo, ma soprattutto in questi ultimi anni, per la ormai famosa danza delle spade.

Un rito etnico, sociale, musicale e con il tempo sempre più culturale che si svolge nel piazzale antistante il santuario nella notte tra il 15 e il 16 agosto. Un evento che richiama migliaia e migliaia di visitatori, attirati da questa sorta di duelli che si svolgono al suon ritmato dei tamburelli.

La danza delle spade ha origini antichissime ed è presente in molti paesi d’Europa; non solo nella latina Spagna o nei vicini Balcani, ma addirittura, riti di questo tipo, si possono rintracciare in Scozia. Ma ci si può spingere anche ad arrivare in alcuni paesi dell’Africa del nord e via via più lontano.

Non è un semplice ballo. Non è un musical casareccio in cui si mima un duello con i coltelli e, per certi versi, anche il semplice termine “duello” si può considerare non esaustivo. Soprattutto non è un evento di carattere commerciale e turistico, svolto solo ad uso dei tanti visitatori e curiosi che ogni anno riempiono il piazzale antistante il Santuario. Ha a tutti gli effetti i caratteri di un vero e proprio rito.

Secondo alcuni studiosi nasce come rito di iniziazione, di passaggio; c’è chi amante dell’esoterismo ha ritenuto di rintracciare nella forma circolare delle ronde alcuni collegamenti  e rimandi con riti ancestrali. Se ne raccontano tante e come spesso accade per tutto ciò che ha antiche origini popolari, la documentazione storica spesso non è presente, o non esaustiva, e la tradizione orale può spiegare alcune cose ma fino ad un certo punto e sino ad un certo tempo.

Le versioni a noi più vicine parlano di duelli che servivano per affermare la supremazia di una famiglia o di una singola persona sul gruppo. Rito, o duello che fosse, si svolgeva con armi vere e non semplicemente mimando l’utilizzo del coltello. Le lame erano dure e affilate, come si può notare, di seguito, da alcuni esempi di lame che nel passato venivano utilizzate nei duelli.


A prescindere dalle origini, la danza delle spade si svolge secondo regole e codici precisi. Nulla di scritto, non c’è un bando di gara, non c’è un allegato tecnico da leggere prima della danza ma ci sono regole d’agire e soprattutto comportamentali che vengono tramandate di generazione in generazione e che nessuno si permette di non osservare, pena l’esclusione dalla ronda e forse anche l’essere “banditi” dal luogo.

Le regole non vengono imparate e trasmesse per semplice osservazione visiva. La modalità è molto è più complessa. La trasmissione avviene nell’ambito della famiglia. E’ l’anziano che inizia i giovani alla danza e sono quest’ultimi che la coltivano e la tramanderanno a loro volta a chi verrà dopo. In ogni passaggio generazionale ognuno ci mette anche un po’ del suo stile personale, per cui non è esattamente una mera riproposizione di regole apprese, ma una interpretazione in chiave personale pur nell’ambito di alcune regole immutabili.
Ogni famiglia ha il suo stile. Ogni stile è frutto di una serie di fattori non ultimo anche il lavoro che il “duellante” svolge. Chi fa il barbiere sarà portato a compiere dei gesti come se avesse in mano un rasoio, movimenti più stretti e dall’alto verso il basso; chi miete il grano farà dei gesti più ampi e circolari.

Chi può duellare? Non è per tutti. Consentitemi questa sorta di risposta semplicistica.
I “duellanti” sono circondati da un cerchio, una ronda, di altri “duellanti” che ne prenderanno il posto man mano che la danza procede e gli sconfitti dovranno lasciare il centro del cerchio. Nelle ronde in cui sono presenti gli anziani, l’accesso è selezionato e vi può accedere solo chi è conosciuto e ha dato prova di conoscere le regole e di non essere un attaccabrighe. Proviamo a dare una definizione di attaccabrighe.

Primo esempio concreto raccontato quel pomeriggio. Un giovane un po’ su di giri aveva cercato di entrare nella ronda senza permesso. Dopo l’ennesimo tentativo a fronte di altrettanti rifiuti, è stato con fermezza accompagnato a debita distanza come persona non gradita. Non si è più ripresentata.
Secondo esempio molto più grave. Quando si duella l’obiettivo è colpire al tronco l’avversario, non bisogna mai puntare alla faccia in quanto la cosa è considerata come un gravissimo gesto di offesa. Capita che succede e quando capita la persona viene “invitata” a non farsi più vedere da quelle parti, soprattutto se le intenzioni provocatorie erano per così dire dolose e non colpose.

Il duello inizia con la cosi detta apertura, cioè mimando il gesto con cui si sfila il coltello dal fodero. I gesti successivi mirano a far assumere delle posizioni attendiste, durante le quali i duellanti si osservano e cercano di capire i punti deboli dell’avversario, o posizioni di invito a combattere, a colpire facendo visibilmente vedere il punto del corpo verso il quale si chiede di essere colpiti.

Il braccio che entra tra le braccia dell’avversario, non parato, puntando al corpo, è il colpo che viene portato a buon fine.

Come scrivevo ad inizio della nota, la Notte di San Rocco è diventata un evento che richiama un’enormità di persone. Molti turisti e ormai anche molte telecamere. Questa sorta di spettacolarizzazione di antichi riti sta causando qualche malessere in particolare tra i più anziani. Per loro la danza delle spade è un rito, l’essere lì nel piazzale è una forma di devozione verso il santo. Non è un divertimento, non è un gruppo folk, è una cosa per loro molto seria.
Le telecamere e l’umanità “molto varia e molto eventuale” che accompagna quelle ore delle notte, qualche fastidio ed imbarazzo lo creano.

Il consiglio che mi permetto di dare è di “ascoltare” con gli occhi, non solo con le orecchie quanto capita intorno e dentro la ronda. Leggete i movimenti, i gesti, gli sguardi, le parole. Se avrete la capacità di non ridurla intellettualmente ad una delle tante versioni moderne della pizzica (perché anche di questa si è ormai persa l’autenticità), vi immergerete in un mondo di tradizioni che ancora oggi vive.

Le ronde vanno avanti sino all’alba e con le prime luci la piazza inizia a svuotarsi, lasciando nuovamente il passo la mattina del 16 agosto ai riti religiosi in onore di San Rocco. Infatti la mattina della festa del santo, il simulacro viene portato in spalla alla Chiesa Madre della piccola frazione, dove rimane quaranta giorni al termine dei quali viene nuovamente riportato nel Santuario.

Personalmente la mattina del 16, dopo aver ascoltato messa e, se possibile, vista la processione, chiudo con un buon panino con i pezzetti che, se ben cucinati, valgono più di mille cornetti.

di Massimo Negro

_____________

NdR: seguendo il link il video delle foto scattate in quel pomeriggio a Torrepaduli

http://www.youtube.com/watch?v=kugVk75qDUo

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2 risposte a Torrepaduli. La scherma di San Rocco.

  1. danilo ha detto:

    bellissimo e interessantissimo pomeriggio, posso dire…io c’ero!

  2. Amici San rocco ha detto:

    Comunicato stampa “Via rocheliana e trionfo di San Rocco”

    Ritorna il 31 agosto 2013 per il terzo anno consecutivo in Capriati al Volturno (CE) il gradito evento di spiritualità e fede intitolato dal procuratore e padre guardiano Fratel Costantino De Bellis, fondatore della grande famiglia degli Amici di S. Rocco, “Via rocheliana e Trionfo di San Rocco”. E’ un impegno per tutti a responsabilizzarci nel percorso formativo e spirituale sotto la guida di questa luminosa figura di santo, San Rocco, che ci gloriamo di avere come amico e patrono.
    Guardiamo a lui più intensamente in quest’anno definito “della Fede”, son le parole di fratel Costantino nel suo messaggio d’invito alle tantissime comunità italiane ed europee, per imparare da lui la fede trasmessaci dalla Chiesa Cattolica.
    Tra i tre punti di vita dell’associazione: il pellegrinaggio, la mitezza evangelica e la carità operosa, attraverso la celebrazione della via rocheliana si vive in particolare il pellegrinaggio.
    Aggiunge ancora il procuratore fratel Costantino, il pellegrinaggio è una pratica che da sempre accompagna la storia della Chiesa: è un cammino di preghiera e di conversione personale e comunitaria. Evoca il nostro cammino dalla terra verso il cielo. Per chi lo intraprende il pellegrinaggio è sicuramente un “tempo forte” di rinnovamento, di riscoperta e di valorizzazione della fede. Ce lo insegna in particolare San Rocco, con la sua vita affascinante e straordinaria di pellegrino perfetto.
    Con la contemplazione delle tappe salienti della vita di San Rocco attraverso i 10 quadri, noi ripercorriamo un cammino di fede sulle orme del nostro santo ma non solo per ammirarlo, ma per imitarlo soprattutto in questi tempi in cui vive una vita che non affonda più le sue radici negli autentici valori cristiani. San Rocco, circondato da tutti gli agi della vita, si fa povero, sofferente e va in cerca del disprezzo e del rifiuto, spinto sempre dall’amore per Cristo e il suo Vangelo, ed ecco la contemplazione dell’ultima tappa della via rocheliana: “il Trionfo nella Gloria dei cieli di San Rocco”. Solo chi si lascia guidare in vita dall’amore per Cristo e la sua Chiesa godrà del premio eterno della contemplazione di Dio. A San Rocco fedele discepolo di Gesù, a lui possiamo rivolgere con fiducia le nostre preghiere in ogni momento, nelle ore liete e in quelle meno liete, per trovare in lui sostegno e conforto.
    Deve essere per noi e per tutti, una fonte luminosa che rischiara e rende più agevole il nostro cammino di fede, in quanto egli, con la sua fedeltà e santità, riflette le pagine più vive del Vangelo e dell’insegnamento del Signore. Venendo a Capriati i pellegrini e devoti possono anche visitare il bellissimo museo di San Rocco che l’Associazione Europea Amici di San Rocco custodisce in questa cittadina del matese.
    La giornata spirituale del 31 agosto inizia alle ore 19.00 con il ritrovarsi dei devoti e pellegrini presso il santuario diocesano di San Rocco accolti dal procuratore fratel Costantino e dal rettore del Santuario don Davide Vella, per poi raggiungere processionalmente alle ore 20.00 il luogo della sacra rappresentazione della “via rocheliana e trionfo di San Rocco”. Al termine proiezione del film sulla vita di San Rocco.
    A tutte quelle comunità ancora non animate dalla condivisione di questi incontri e a chi non è pervenuto l’invito a partecipare il 31 agosto 2013 a Capriati al Volturno (CE), vi invitiamo a farlo e a condividere assieme le bellezze e le gioie della fede

    Ufficio stampa
    Associazione Europea Amici di San Rocco

    Per inf.: http://www.amicidisanrocco.it
    info@amicidisanrocco.it
    tel. 06.6896416 – 3386627422

    Comunicato stampa “Via rocheliana e trionfo di San Rocco”

    Ritorna il 31 agosto 2013 per il terzo anno consecutivo in Capriati al Volturno (CE) il gradito evento di spiritualità e fede intitolato dal procuratore e padre guardiano Fratel Costantino De Bellis, fondatore della grande famiglia degli Amici di S. Rocco, “Via rocheliana e Trionfo di San Rocco”. E’ un impegno per tutti a responsabilizzarci nel percorso formativo e spirituale sotto la guida di questa luminosa figura di santo, San Rocco, che ci gloriamo di avere come amico e patrono.
    Guardiamo a lui più intensamente in quest’anno definito “della Fede”, son le parole di fratel Costantino nel suo messaggio d’invito alle tantissime comunità italiane ed europee, per imparare da lui la fede trasmessaci dalla Chiesa Cattolica.
    Tra i tre punti di vita dell’associazione: il pellegrinaggio, la mitezza evangelica e la carità operosa, attraverso la celebrazione della via rocheliana si vive in particolare il pellegrinaggio.
    Aggiunge ancora il procuratore fratel Costantino, il pellegrinaggio è una pratica che da sempre accompagna la storia della Chiesa: è un cammino di preghiera e di conversione personale e comunitaria. Evoca il nostro cammino dalla terra verso il cielo. Per chi lo intraprende il pellegrinaggio è sicuramente un “tempo forte” di rinnovamento, di riscoperta e di valorizzazione della fede. Ce lo insegna in particolare San Rocco, con la sua vita affascinante e straordinaria di pellegrino perfetto.
    Con la contemplazione delle tappe salienti della vita di San Rocco attraverso i 10 quadri, noi ripercorriamo un cammino di fede sulle orme del nostro santo ma non solo per ammirarlo, ma per imitarlo soprattutto in questi tempi in cui vive una vita che non affonda più le sue radici negli autentici valori cristiani. San Rocco, circondato da tutti gli agi della vita, si fa povero, sofferente e va in cerca del disprezzo e del rifiuto, spinto sempre dall’amore per Cristo e il suo Vangelo, ed ecco la contemplazione dell’ultima tappa della via rocheliana: “il Trionfo nella Gloria dei cieli di San Rocco”. Solo chi si lascia guidare in vita dall’amore per Cristo e la sua Chiesa godrà del premio eterno della contemplazione di Dio. A San Rocco fedele discepolo di Gesù, a lui possiamo rivolgere con fiducia le nostre preghiere in ogni momento, nelle ore liete e in quelle meno liete, per trovare in lui sostegno e conforto.
    Deve essere per noi e per tutti, una fonte luminosa che rischiara e rende più agevole il nostro cammino di fede, in quanto egli, con la sua fedeltà e santità, riflette le pagine più vive del Vangelo e dell’insegnamento del Signore. Venendo a Capriati i pellegrini e devoti possono anche visitare il bellissimo museo di San Rocco che l’Associazione Europea Amici di San Rocco custodisce in questa cittadina del matese.
    La giornata spirituale del 31 agosto inizia alle ore 19.00 con il ritrovarsi dei devoti e pellegrini presso il santuario diocesano di San Rocco accolti dal procuratore fratel Costantino e dal rettore del Santuario don Davide Vella, per poi raggiungere processionalmente alle ore 20.00 il luogo della sacra rappresentazione della “via rocheliana e trionfo di San Rocco”. Al termine proiezione del film sulla vita di San Rocco.
    A tutte quelle comunità ancora non animate dalla condivisione di questi incontri e a chi non è pervenuto l’invito a partecipare il 31 agosto 2013 a Capriati al Volturno (CE), vi invitiamo a farlo e a condividere assieme le bellezze e le gioie della fede

    Ufficio stampa
    Associazione Europea Amici di San Rocco

    Per inf.: http://www.amicidisanrocco.it
    info@amicidisanrocco.it
    tel. 06.6896416 – 3386627422

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