Montesardo. Il Monastero femminile di Santa Barbara.

Non è difficile arrivarci. Purché si vada in un orario in cui si possa trovare della gente per strada che ti indichi la direzione.

Non sperate di trovarla aperta. E’ chiusa, in uno stato che, forse, solo formalmente non si può considerare di abbandono, è di proprietà comunale, ma che nella sostanza ampiamente lo è.

Quando si imbocca la strada di campagna che conduce al sito e che prosegue sino ad arrivare alla vicina San Dana, è bene andare piano, se non si ha dimestichezza nel riconoscere antichi edifici religiosi, la si potrebbe scambiare per una ordinaria masseria, di quelle non più abitate chissà da quanto. Fortunatamente, almeno lì, vi è un cartello che indica la natura del sito.

Si tratta della Chiesa di Santa Barbara a Montesardo.

IMG_4824

Ci sono andato qualche anno fa, quando  la porta era sempre aperta e senza alcuna vigilanza. Per diverse motivi, soprattutto per ragioni di tempo, queste foto sono state a lungo nel mio archivio senza essere pubblicate. Qualche giorno fa, gironzolando tra i folder del mio computer mi sono nuovamente “apparse”. Mi sono, quindi, messo alla ricerca di fonti bibliografiche per trarre informazioni utili per scrivere questa nota.

Per carità, a volte accade pure che con il passare del tempo qualche notizia che porti novità interessanti e positive si trovi. Interventi di recupero, di restauro. Su questo sito nulla! O meglio, perché non sono stato preciso e puntale, una notizia c’era.

A ridosso della Chiesa e dei locali attigui era stato aperto un cantiere edile, con relativo sbancamento di un’ampia striscia di terreno su cui, in precedenza, era possibile osservare del  materiale ceramico e altri reperti che meritavano, a detta degli esperti che conoscono la zona, ben altra considerazione. Muretti a secco abbattuti.

Insomma, le “solite” cose che, nonostante tutto, si continuano a leggere per tanti luoghi del Salento. Siti storici abbandonati, assenza di vincoli urbanistici e fasce di tutela o, improvvise “distrazioni” tecnico amministrative. Visto e letto tante volte.

Al momento i lavori sono bloccati, anche perché l’ampia ferita causata da quei lavori ha portato molti a ricordarsi di quell’edificio e ad indignarsi per quanto stava accadendo. Ci sono tornato qualche giorno fa e fortunatamente la porta di accesso era chiusa.

L’edificio ha una sua singolarità nel panorama degli antichi edifici sacri salentini. Quel che oggi è visibile era annesso ad un monastero femminile delle Clarisse o delle Benedettine. Di quella struttura rimane ormai ben poco, solo alcuni locali, e nel tempo rimaneggiati per essere utilizzati per fini agricoli come, d’altronde, la stessa chiesetta utilizzata nel recente passato come fienile.

La sua costruzione dovrebbe risalire al XIII secolo. Di essa si ha notizia nell’edizione della “Collectoria Terrae Idronti” del 1325 e, un anno prima, in un rapporto dei collettori delle decime pontificali (nel 1324 e nel 1325 la badessa pagò a chi raccoglieva le decime, tre tarì).  Le notizie documentali sono molto scarne, e proprio per questo, delle serie indagini archeologiche si rendono ancor più necessarie.

Non è certo quando il monastero fu abbandonato. Nel 1590, il vescovo Ercole Lamia non fa riferimento più ad alcun monastero nella relazione della visita pastorale alla parrocchia di Montesardo.

IMG_4819

Altre notizie di sito si possono rinvenire in un contratto rogato del 25 maggio 1599, con il quale il barone di Tutino, Orazio Trane, procuratore dell’abbazia di Santa Barbara, consegna a Mario Conte di Montesardo, i beni della predetta abbazia, ossia gli arredi sacri della chiesa di Santa Barbara.

IMG_4823

L’ultima menzione si ha nella relazione ad limina del vescovo di Leuca e Alessano, Celso Mancini del 1606, nella quale Santa Barbara è definita come appartenente a Montesardo.

La chiesa venne frequentata dai fedeli fino al XVIII secolo, sino a divenire con il tempo, a causa dell’abbandono e di successivi passaggi di proprietà, una struttura adibita ad usi agricoli.

IMG_4821

Come scrivevo in precedenza, la struttura ha subito dei rimaneggiamenti nel tempo. L’interno è di limitate dimensioni e ad una sola navata; la sua lunghezza è pari a circa 11,5 metri, ed è larga 5 metri.

Quel che resta dell’abside è orientato ad est. Ma di esso rimangono solo poche tracce considerando che ora vi è un rozzo muro di contenimento, molto probabilmente costruito nel passato per evitare dei crolli. Nella costruzione di questo muro , molto probabilmente, sono stati utilizzati parte degli stessi conci dell’abside perché a ben guardarli si possono notare delle tracce di intonaco affrescato.

IMG_4808

IMG_4814

In quella che oggi appare come un’intercapedine, guardando a sinistra il muro-abside, si scorge la figura di una santa che, secondo alcuni studiosi, potrebbe appartenere a Santa Barbara. Al di là del titolo della singola figura, la presenza di questo affresco lascia intuire che l’abside fosse affrescato con un suo ciclo pittorico.

La stessa volta della chiesa è evidentemente frutto di successiva e più recente ricostruzione.

Sergio Ortese in suo articolo del 1997 scrive della presenza di tre facies che contraddistinguono il programma decorativo ancora presente all’interno.

Alla prima fase, nei pressi dell’ingresso secondario che conduce verso quel che resta del Monastero, appartengono le figure di una Vergine e del Cristo.

IMG_4802

IMG_4803

IMG_4804

E’ ipotizzabile che a destra del Cristo vi fosse in origine anche un San Giovanni Battista, a comporre la così detta Déesis. Questa prima fase dovrebbe risalire intorno agli venti del XIV secolo.

La seconda fase del programma decorativo, di poco più tarda della precedente, è nell’intradosso dell’abside dove vi è una figura femminile che ha nella mano destra una crocetta d’argento, mentre con la sinistra regge il lembo del mantello rosso, accostandolo al corpo, quest’ultimo ricoperto da una tunica verde.

IMG_4816

Secondo alcuni studiosi si tratterebbe di Santa Barbara; ma non vi sono elementi certi, ad eccezione di un parallelismo con una Santa Barbara affrescata alla stessa maniere presente nella chiesa di Santa Maria della Croce a Casaranello.

L’ultima fase del programma decorativo risale al XV secolo e doveva occupare l’intera parete volta a meridione.

IMG_4800

Di tale vasta opera resta una Santa Barbara facilmente identificabile per via della torre che sorregge con il braccio e la mano destra.

IMG_4811

E la figura di un santo francescano attribuita a San Bernardino da Siena. Considerando che il santo morì nel 1444, il dipinto dovrebbe essere datata nella seconda metà del XV secolo.

IMG_4810

Altre tracce di affreschi si possono rinvenire in ordine sparso lungo le pareti come, ad esempio, una porzione di affresco in cui si possono identificare dei paramenti di un santo vescovo.

IMG_4815

IMG_4801

Riguardo la struttura e il suo stato, ritengo che non vi sia nulla da aggiungere. C’è solo da sperare che il recupero del sito avvenga in tempi quanto più celeri possibile per non compromettere ulteriormente quanto giunto sino a noi. Così come, auspico, una maggior vigilanza e tutela del luogo non solo da parte degli organi preposti ma, anche, da parte degli stessi cittadini del piccolo centro salentino.

di Massimo Negro

_________________

Sergio Ortese – “Un caso di “patrimonio latente”: la chiesetta di Santa Barbara a Montesardo e le sue pitture murali” – Rivista Kronos 1997

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Abbazie basiliane, Alessano, Montesardo e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...