Galatina. La dimenticata cripta De Giorgi in contrada Tabelle – Tabelluccio.

L’emozione è stata tanta, e non è una frase di circostanza. Forse anche più di quella che ho provato visitando la Chiesa-cripta di Santa Maria dei Grotti (1), posta alle spalle del quartiere fieristico, per la quale ho penato per oltre due anni prima che mi si presentasse l’occasione di entrare. Solo che per essa avevo avuto l’opportunità di leggere note, visionare piante dettagliate, parlare con chi nel passato l’aveva frequentata. Una sorta di attesa “preparata”.

Quanto vi andrò tra breve a raccontare, invece, è accaduto tutto in modo improvviso e sicuramente fortuito. Mi sono sentito come uno scopritore di tesori che, pur essendo senza mappa, riesce ad inciampare senza volerlo in uno scrigno. Non che il tesoro in questione, una cripta nello specifico, non fosse già nota, ma questa è menzionata solo in pochissime ricerche, e non ci sono fotografie facilmente fruibili da consultare. Ma soprattutto sono in pochissimi a conoscerla.

Ma andiamo con ordine.

Tra il mese di febbraio e marzo avevo deciso di revisionare una mia vecchia nota dedicata alla zona tra Galatina e Galatone, denominata Tabelle e Tabelluccio (2) (quest’ultimo toponimo di epoca più tarda, quando parte di Tabelle passo a Galatina). Oltre a rivedere il corredo fotografico, mi dedicai anche al reperire ulteriore notizie storiografiche sull’area in questione. Durante la ricerca mi imbattei in uno scritto di Riccardo Viganò nel quale menzionava la presenza di una cripta in quella zona. Di quello scritto mi colpì soprattutto un passaggio – “… Tra i molti siti di interesse archeologico presenti nell’area del casale vi è una cripta denominata De Giorgi, ricadente in territorio pertinente a Galatina …”.

La combinata delle parole “cripta” e “Galatina” mi fece sobbalzare. Sono un galatinese d’adozione, ma sino a quel momento avevo un certo grado di certezza nel ritenermi un buon conoscitore di quanto presente extra moenia. Come era possibile che quella cripta mi fosse sfuggita? Rileggo attentamente il Fonseca, niente! Mi aggiro con naso e occhiali sulle pagine tra le diverse guide di Galatina, niente! La cosa per certi versi non mi stupì neanche più di tanto visto che molti dei siti di grande interesse storico e naturalistico presenti in quella zona ricadono nel territorio di Galatina, ma di questi, come scrissi nella mia nota su Tabelle, Galatina dimostra di non conoscere la loro esistenza.

Riesco a contattare Riccardo Viganò, che nel passato aveva avuto l’opportunità di studiare con grande impegno la zona e di accedere anche alla cripta. La grotta non è accessibile e non ha foto a sua disposizione. Infine decido di pubblicare la nota inserendo comunque un riferimento alla cripta in questione. Non è mia abitudine scrivere su testimonianze e siti di cui non ho la possibilità di avere foto a corredo.

Lo faccio e questo mi porta fortuna. Un’amica, Maria Antonietta, legge la nota e mi invia un messaggio via facebook e … dopo qualche settimana, in un piovoso pomeriggio primaverile salentino mi ritrovo all’interno della cripta.

Quella che grazie ai monaci basiliani e alle loro operose mani divenne una cripta, era in origine una sorta di inghiottitoio carsico, simile a quello situato nella campagna di Nardò ove si trova la Madonna della Grottella (3). L’ambiente, che nel tempo ha subito diversi rimaneggiamenti, è stretto e lungo, ma non mi è stato possibile percorrerlo per intero. Fortunatamente la zona in cui sono presenti quel che resta degli affreschi era facilmente fruibile. Purtroppo quel che è giunto sino a noi è presumibilmente ben poco di quanto i monaci ebbero a realizzare, ma ci sono comunque alcune porzioni di parete decisamente interessanti.

Una porzione di cavallo lascia prefigurare la presenza nel passato di un santo cavaliere. Mi vengono in mente gli affreschi della cripta di Sant’Antonio Abate in agro di Nardò (4).

1

La parete era suddivisa in riquadri. Le restanti immagini sono ahimè incomprensibili nello stato in cui si trovano.

2

3

4

5

6

7

Quel che è evidente, è che gli affreschi furono realizzati in tempi diversi. Infatti in diversi si può notare la presenza di immagini al di sotto dello strato superiore di intonaco affrescato. Molto probabilmente una sapiente azione di pulitura potrebbe restituire qualche ulteriore dettaglio.

Nella zona furono ritrovati anche resti umani e tombe.

Questa ulteriore testimonianza archeologica che questa zona ci restituisce dall’oblio in cui era caduta, è un ulteriore richiamo a mettere a frutto le tante bellezze e suggestioni che queste portano, di cui il nostro territorio è estremamente ricco.

Concludo riprendendo quanto già scritto in occasione della mia precedente nota sull’antico casale di Tabelle (5) di cui questo sito fa parte.

“Personalmente ritengo che l’intera area [Tabelle e Tabelluccio] abbia delle potenzialità enormi. Se i due Comuni [Galatina, Galatone] collaborassero, si potrebbe realizzare un Parco Archeologico, percorsi ciclo turistici di particolare bellezza e suggestione.

Si è perso, e ormai da tempo, il gusto del bello, il bello dei luoghi. Galatina e Galatone facciano in modo, per loro e per noi salentini,  di salvare e valorizzare questi luoghi”.

di Massimo Negro

_______
Note:

(1) Galatina. Santa Maria dei Grotti e il suo futuro incerto.
https://massimonegro.wordpress.com/2012/12/13/galatina-un-appello-per-lantica-s-maria-dei-grotti/

(2) (5) Tra Galatina e Galatone. L’antico Casale Tabelle.
https://massimonegro.wordpress.com/2013/03/14/tra-galatina-e-galatone-lantico-casale-tabelle/

(3) Nardò. La Madonna della Grottella tra distese sconfinate di ulivi.
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/02/nardo-la-madonna-della-grottella-tra-distese-sconfinate-di-ulivi/

(4) Nardò. Nello scrigno di Sant’Antonio Abate.
https://massimonegro.wordpress.com/2011/12/05/nardo-nello-scrigno-di-santantonio-abate/

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4 risposte a Galatina. La dimenticata cripta De Giorgi in contrada Tabelle – Tabelluccio.

  1. Michele Bonfrate ha detto:

    Penso che il bonanima di Cosimo de Giorgi sarebbe stato tuo compagno di esplorazioni !!!

  2. Michele Bonfrate ha detto:

    Altra preziosissima spitta !!! Grazie Massimo !!!

  3. Pingback: C’è un’altra Galatina al di fuori del Centro Storico. | Spitte Salentine

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