Galatone. L’asta per il Crocifisso.

Era da qualche anno che non vi partecipavo.  Quest’anno il richiamo è stato forte e con borsa in spalla, con dentro l’attrezzatura fotografica necessaria, ho deciso di immergermi nuovamente nel festoso clima che avvolge l’asta per il Crocifisso di Galatone.

In una mia precedente nota ho raccontato alcuni dei retroscena e delle regole che, seppur non formalizzate, governano lo svolgimento di questo antico rito profano (1) che richiama in piazza molti galatonesi ma anche numerosi curiosi di altri paesi, come il sottoscritto. Per cui non mi dilungo su questi aspetti, non mi piace ripetermi, e torno subito con la mente a quel tardo pomeriggio del 2 maggio di qualche settimana fa.

Come sempre a me piace arrivare con un certo anticipo. Mi piace immergermi nel clima di festa, parlare con la gente che incontro. Ovviamente la prima tappa è al santuario per un doveroso saluto al Crocifisso, dopo aver registrato mentalmente le baracche di noccioline e di scapece incontrate per strada da cui servirmi prima di tornare a Galatina. All’interno si sta celebrando messa, per cui il via vai della gente nonché incessante è più contenuto.

L’ampio cortile del Castello che si erge dinanzi alla chiesa è aperto, per cui ne approfitto per fare un veloce giretto all’interno e per scambiare quattro chiacchiere con il presidente della locale pro loco. Mi dirigo verso la vicina piazza dove si terrà l’asta per una doverosa visita al comitato festa per chiedere ragguagli e informazioni sull’orario dell’asta e sull’esatta posizione in cui si svolgerà. Da un po’ si tiene ove è posta la cassarmonica, ma non è sempre stato così nel passato. Mancando da qualche anno all’appuntamento è sempre bene farselo confermare. Per fare delle foto decenti è importante scegliere la giusta posizione, soprattutto se poi si arriva con un certo anticipo.

Manca ancora una mezzora abbondante per cui ne approfitto per un nuovo veloce giro della festa. Incontro Danilo Lupo di Telerama e iniziamo a discutere delle particolarità dell’asta galatonese, molto probabilmente la più partecipata del Salento. Accanto a noi si ferma un signore del luogo che molto simpaticamente ci racconta lo svolgersi dell’asta dal suo “punto di vista”. Nel frattempo la piazza inizia lentamente ad affollarsi. Saluto e mi posiziono nei pressi delle scale della cassarmonica.

Arriva anche la banda. Ormai ci siamo quasi. Sono le 20 circa quando il presentatore e al tempo stesso conduttore dell’asta si presenta per i saluti ad una piazza che ormai si è riempita; zeppa come un uovo.

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Sale anche una rappresentanza del comitato festa, con il presidente che indirizza un saluto a tutti i convenuti e racconta quello che accadrà anche nei prossimi giorni di festa.

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Il conduttore da le ultime indicazioni; ricorda brevemente le regole dell’asta ai partecipanti e, quando tutti sono pronti, da il via al tempo.

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Gli schieramenti in campo non sono immediatamente chiari. Qualche mano si alza in punti diversi dalla piazza. C’è qualcuno che trascorre l’intero svolgersi dell’asta al telefono come se stesse raccontando a qualcuno cosa accade, pronto a prendere istruzioni. Un po’ più distante dalla cassarmonica c’è un gruppo che sembra accennare a qualche timido rilancio. Occorre conoscere i protagonisti di questo “rito”, un tempo molto diffuso un pò in tutti i paesi ma ormai in disuso, per capire quali sono i punti della piazza ove indirizzare lo sguardo in attesa di qualche alzata di mano.

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Da questa parte della piazza giungeranno poche nuove nel corso dell’asta.

Infatti, dopo qualche minuto la situazione appare subito chiara. Il gruppo posto nei pressi della cassarmonica inizia a fare offerte, rilanci e controrilanci anche rispetto alle proprie precedenti offerte. In un batter d’occhio nel giro di qualche secondo si giunge ai 15.000 euro. Fanno tutto o quasi da soli.

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E  con questo spirito l’asta procede per il restante tempo che rimane. Particolarmente attivo risulta un signore anziano che è incontenibile e che fa offerte su offerte.

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L’altro gruppo, quello più defilato, non è più da tempo della partita. Si scorgono parlottare tra loro, ma è evidente da come si sta svolgendo l’asta che hanno poche chance di vittoria.

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Mentre il “nostro protagonista” continua a lanciarsi in nuovi rilanci.

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L’offerta finale è di 24.000 euro e allo scadere del tempo il conduttore chiude l’asta tra applausi e grida di gioia del gruppo vincitore.

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A questo punto vincitori e comitato festa lasciano la piazza e, facendosi largo tra la gente, si avviano verso il Santuario.

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Spetta ovviamente al gruppo vincitore portare in spalla la statua del Crocifisso per le vie del paese. All’interno della chiesa i portatori iniziano ad organizzarsi e, sul bavero delle giacche si appuntano un fiocco rosso.

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Quando tutto è pronto, si procede con la foto di rito.

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Il simulacro del Cristo precede il lungo dispiegarsi di chierichetti e sacerdoti. Uno di essi porta con se le reliquie della Santa Croce.

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Quest’anno l’asta è stata meno “battagliera” rispetto all’ultima a cui ho assistito qualche anno fa. L’iniziativa è stata quasi sempre in mano ad una sola squadra. Ma è comunque piacevole partecipare e vivere quell’atmosfera per certi versi unica.

Al prossimo anno!

di Massimo Negro

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Nota correlata

(1) Galatone. L’Ora dei Miracoli e l’asta per la Processione del SS Crocifisso
https://massimonegro.wordpress.com/2012/04/30/galatone-lasta-per-la-processione-del-ss-crocifisso/

 

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