Sternatia. Le cripte di San Sebastiano e di San Pietro.

Questa visita a Sternatia inizia da lontano. Non solo perché è avvenuta nel 2011 – ahimè il tempo è tiranno e solo ora riesco a riportare quanto avvenuto – ma anche perché tutto ebbe ad iniziare qualche mese prima a Nociglia. Un po’ strano a dirsi visto che i due paesi, Sternatia e Nociglia, non sono propriamente vicini.

Mi trovavo a Nociglia per un’apertura straordinaria della splendida chiesa della Madonna dell’Idri. Accompagnato da tutta la famiglia e con appresso l’attrezzatura fotografica. All’uscita mi ero attardato con alcuni dei ragazzi, facenti parte del FAI, che avevano reso possibile la visita. Un breve scambio di esperienze, un sintetica descrizione della mia passione per un certo tipo di fotografia, per certi versi votata alla descrizione delle particolarità della nostra terra. Al tempo il mio blog risiedeva su un’altra piattaforma.

Mentre ci avviavamo verso la macchina, una signora che aveva ascoltato la conversazione si avvicina e mi dice – “E’ mai stato a Sternatia? Anche lì c’è una bellissima cripta”.

Tutto è partito da quella domanda. E quella domanda è il motivo per cui oggi, anche se con un po’ di ritardo, mi accingo a scrivere questa nota.

Giungere alla cripta non è stato difficile anche se come sempre la cartellonistica non sempre aiuta. Ma con qualche domanda a qualche passante, giusto per sfatare il mito che noi uomini non chiediamo mai indicazioni quando siamo in macchina, sono infine giunto sul posto.

A dire il verso l’ultima persona a cui chiesi indicazioni mi disse – “Dieci metri sulla destra e sei arrivato”. Abbiate pazienza ho un’ottima memoria, tranne che per i nomi, per cui anche se a distanza di tempo ricordo bene quanto accaduto.

Ad essere sincero a quella risposta rimasi un po’ interdetto. A dieci metri sulla destra vedevo solo case su case. Ero all’interno del paese, mi sarei aspettato un luogo un po’ più isolato o comunque la presenza di uno spiazzo verde.

Parcheggio la macchina, prendo il borsone con l’attrezzatura e mi avvio verso la casa che mi era stata indicata. A lato vi era uno scivolo come quelli che si realizzano per l’accesso ai garage. Tra vasi di piante un signore anziano che le stava innaffiando. Era il proprietario e divenne per la mezzora successiva la mia personale guida nella scoperta delle bellezze della cripta.

IMG_0830

Lo scivolo conduceva verso un’apertura ricavata nella roccia. Qualche breve gradino e sono dentro.

La cripta fu scavata tra il IX e XI secolo dopo Cristo. L’ingresso principale era situato ad occidente, murato in seguito alla edificazione della costruzione adiacente. L’accesso attraverso cui sono entrato venne ricavato successivamente. Molto probabilmente dopo il 1608, perché in quella data nei resoconti della visita pastorale dell’Arcivescovo Mons. Morra si riporta l’esistenza di un solo accesso.

Il pavimento è in terra battuta, mentre l’altezza media della cripta è all’incirca di 2,25 metri. La chiesa cripta presenta l’asse originale in direzione est- ovest, con altari a destra di forma quadrangolare. E’ divisa da un pilastro centrico in due navate e scandita dallo stesso in quattro campate.

Si tratta di una “ripartizione” del sito che poggia sull’ipotesi che la cripta fosse funzionale all’esercizio della liturgia greca: una zona destinata ai fedeli, alle funzioni, mentre l’altra a “pastophorion”.  Infatti nella navata destra sono presenti due mense addossate alla parete che potevano fungere da ripiano degli oggetti sacri.  La mancanza dell’iconostasi fa pensare che poteva essere stata realizzata in legno.

IMG_0832

Ma lasciamo stare le ipotesi e i termini complicati agli studiosi, elementi tra i quali mi muovo poco agevolmente, e addentriamoci all’interno seguendo gli affreschi ancora presenti e visibili. Purtroppo lo stato di conservazione non è dei migliori. Intanto, mentre ci addentriamo, il proprietario mi racconta un po’ di sue traversie legate alla conservazione del sito.

Il primo affresco che si incontra è posto sulla parete di sinistra, non appena si entra nella cripta.

IMG_0836

L’affresco è decisamente poco leggibile. Non è possibile identificare di che santo trattasi. Questa figura anonima indossa i paramenti sacri con una croce segnata e in mano regge un libro; appoggiato al braccio un bastone e accanto ai piedi  una figura votiva rappresentata in atteggiamento orante.
Nei pressi quel che resta di un’iscrizione in latino che dovrebbe recitare quanto segue – “Ricordati o Signore del tuo servo il pellegrino Riccardo da Sternatia 1530”.

Proseguendo s’incontra quel che resta di una Madonna con Bambino. Si distinguono i lineamenti della Vergine, parte del volto, la sagoma del bimbo e la mano della madre.

IMG_0867

A seguire un San Francesco.

IMG_0864

Del santo è visibile solo il volto con qualche traccia di barba. San Francesco indossa l’abito monacale e ha sul capo la tonsura. L’immagine del santo è molto probabilmente riconducibile all’influenza che la comunità francescana ebbe a Sternatia. Infatti il paese ospitò tra il XVI e il XVIII secolo una comunità francescana nel convento della Madonna degli Angeli.

IMG_0866

Subito dopo l’immagine di un santo o santa anonima.

IMG_0865

IMG_0862

Affiancata a San Francesco un’Annunciazione. Si nota un angelo proveniente da sinistra, la Vergine assisa in trono. Sono presenti le iscrizioni esegetiche dell’Arcangelo Gabriele, mentre in basso si legge – “Ricordati Signore della serva tua … anno 7018″. L’anno bizantino 7018 corrisponde al 1509 -1510.

IMG_0857

IMG_0861

Continuando, sull’altra parete una sorta di bozzetto della Sinopia della Resurrezione. È ancora visibile parte di questa scena realizzata in color ocra e che doveva essere la base di un affresco mai realizzato. Della rappresentazione attualmente si intravede soltanto la parte inferiore che dovrebbe rappresentare un sarcofago.

IMG_0855

Giungiamo così al bellissimo affresco della Trinità.

IMG_0847

L’affresco è posto su una mensa e rappresenta il Creatore, assiso sul trono che regge il Cristo in croce, sovrastato da una colomba. In basso a sinistra vi sono i resti di una iscrizione votiva – “Ricordati o Signore del servo tuo… 7018”.

IMG_0850

IMG_0851

A destra della Trinità, uno sbiadito San Sebastiano ormai quasi illegibile. Nella parte inferiore una volta era possibile leggere (Fonseca) i resti di una iscrizione votiva – “Ricordati Signore della serva tua Irene, giorno 20, nel mese di… anno 6623” – corrispondente agli anni 1114 – 1115.

IMG_0882

Un altro affresco del santo a cui è titolata la cripta lo troviamo seguendo il perimetro della cripta. Questo è decisamente meglio conservato del precedente, anche se comunque in precario stato.

IMG_0840

Qui la decorazione votiva paretale ci presenta due figure. La prima è, appunto, quella di San Sebastiano mentre il secondo è stato identificato con San Fabiano. Gli affreschi dei due santi sono divisi da un motivo decorativo a tralci che era interrotto da un piccolo riquadro con una lunga iscrizione in greco purtroppo illeggibile.

IMG_0843

Il San Sebastiano, reso secondo i canoni dell’economia iconografia tradizionale, è affiancato da un santo che la tradizione locale identifica con San Fabiano. L’iscrizione esegetica è scomparsa e non si leggono lettere che possono far individuare un collegamento certo con San Fabiano. Il santo veste una tonaca bianca e uno scapolare nero; l’abbigliamento fa pensare più ad un ordine monacale che a San Fabiano che invece fu papa dal 236 al 250. Potrebbe anche trattarsi di un santo appartenente all’ordine dei Domenicani (presenti anch’essi nel passato a Sternatia).

IMG_0841

Giungiamo così all’ultimo affresco posto sul pilastro centrale. Qui troviamo nuovamente San Sebastiano. Il santo martire è raffigurato secondo i moduli dell’iconografia tradizionale, legato al palo e trafitto da numerose frecce. Nella parte inferiore resti di una iscrizione votiva – “Ricordati Signore del servo di Dio il protopapa Pasquale”.

IMG_0868

Riepilogando all’interno ci sono ben tre affreschi dedicati a San Sebastiano. Secondo il proprietario era d’uso realizzarne uno ogni cento anni. Non ho altri elementi a sostegno di qualsiasi altra ipotesi.

La cripta ha avuto nel tempo degli interventi di natura conservativo – strutturale. Non si farebbe di certo peccato se si ponesse mano ad una qualche opera di recupero e valorizzazione degli affreschi.

Ma la visita a Sternatia non si conclude con la cripta di San Sebastiano. Solitamente prima di partire per questo genere di “passeggiate” nella storia della nostra terra mi piace documentarmi su quello che vado a trovare e sulla presenza di altri siti di interesse meritevoli di essere visitati.

A dire il vero Sternatia è un paese piccolo ma decisamente ben curato, con fantastici esempi di barocco; è sufficiente fare un giro in piazza per restare piacevolmente sorpresi dalla bellezza dei suoi edifici e dei loro cortili interni.

Ma il barocco è per il momento “out of scope” rispetto alle mie escursioni (prima o poi me ne occuperò). Quello che cercavo era la presenza di altre cripte o di siti medioevali. Così “girovagando” tra la documentazione raccolta mi imbatto in un’altra cripta denominata “San Pietro”.

Qui la ricerca è stata decisamente più complicata. Nessuno delle persone a cui chiedevo ne aveva memoria. Infine riuscì a recuperare qualche generica informazione. Identificai la zona e mi misi a cercarla quasi con fare da questuante casa casa. Due mesi dopo ero riuscito ad individuarla.

La cripta di San Pietro è all’interno di un giardino di un’abitazione privata. Al tentativo numero non mi ricordo più quale sono riuscito finalmente a trovare qualcuno che mi accompagnasse all’interno. Purtroppo della visita non ci sono foto dell’interno perché mi sono state vietate.

IMG_2266

L’incavo è posto alla base di un enorme albero di fico che sembra quasi reggerla con le sue radici. Pochi gradini conducono all’interno della cripta. Il pavimento è in terra battuta e l’altezza è tale da consentirmi di stare solo accovacciato. Si compone di due piccoli vani. Il piccolo e più grande di forma quadrangolare non sembra presentare alcuna decorazione, mentre il secondo ancora più piccolo presenta un piccolissimo altare e sopra di esso l’immagine del santo pescatore. La luce trapela con difficoltà all’interno per cui non è facile muoversi e osservare quanto presente.

L’impressione è abbia avuto solo una destinazione ad uso votivo viste le caratteristiche dell’ambiente per nulla ospitale. Nel secondo dopoguerra venne utilizzato anche come rifugio.

Una nota per certi versi particolarmente “sudata”.

di Massimo Negro

Annunci
Galleria | Questa voce è stata pubblicata in Cripte, Sternatia e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Sternatia. Le cripte di San Sebastiano e di San Pietro.

  1. Luigi Paolo Pati ha detto:

    I miei sentiti ringraziamenti per il lavoro esposto, ma anche per l’eccellenza del posto.
    Abbiamo un patrimonio immenso, molte volte sconosciuto, ma di valore inestimabile, quasi sempre sottovalutato.

  2. Molto interesante. Esiste qualche indizio che San Pietro sia passato da quelle parti?

  3. Ç ha detto:

    Chi ha vietato le foto? Quel posto, che nemmeno io da Sternatese ho mai visto, dovrebbe essere partimonio dell’umanità! E come tale dovrebbe poter essere fotografato! Senza flash ovviamente 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...