Galatina. Il rito liberatorio delle “tarantolate” a San Paolo.

Osservazioni (1) compiute nella Cappella di San Paolo in Galatina dal gruppo di lavoro di Ernesto De Martino durante la sua visita nel Salento e il suo studio sul campo del 1959. Studio che portò alla scrittura del saggio “La terra del rimorso”.

 “Ore 16.40- 1 fa il giro sul dorso agitando il capo. Si ferma ansimando. Ricomincia e con i piedi sull’altare trema ritmicamente. Cuscini rosa. Respira ansimando.

16.45- Rifà il giro più violenta. Le tengono il cuscino sotto il capo. Batte i piedi contro la porta di S. Paolo. Altra prona sulla predella dell’altare. La n.3 sopra il tabernacolo.

Altra si desta e urla. Si butta a terra dopo essersi precipitata verso la porta di San Paolo. Geme e la sdraiano, geme ritmicamente. La 2 chiede “ Acqua, acqua, mamma, mamma” con voce stridula. Beve da una bottiglia e urla. Geme ritmicamente. La 1 è ferma. La 2 lungo gemito, batte i pugni e le palme restando sdraiata, geme e grida; batte colpi leggeri e ritmici. Si rotola su se stessa fino all’altare. Le mettono un cuscino sotto. I parenti cacciano le mosche. La 3 vecchina sopra il tabernacolo geme ogni tanto con un filo di voce.

16.50 – Colpi sordi dell’1 che non si è mossa, con i talloni contro la porta. La 2 chiede acqua. Continuano colpi della 1 e gemiti della 2 che batte anche sul muro con la mano. Scatto della 1 contro la porta, tutti quei colori non li ponno vede, la reggono in tre, il fratello e due sorelle. Vecchia 2 tarantola tempestosa. La 1 gira ritmicamente poi va dalla 3 che si è alzata dal tabernacolo.

16.55 – Arriva una vecchissima, la 1 scatta verso la porta, poi riprende a girare. La 2 e la 4 si lamentano. La 2 picchia mentre la 1 gira. La 2 stesa in croce lungo la porta di S. Paolo. La 1 stringe il giro a piroetta, cade, parenti pronti con cuscino.

17.00 – Arriva una donna, 5. Appena entra si toglie le scarpe e cade. Volto contratto, singhiozzi muti. Tutta in nero. Urla dietro l’altare (vomitano?).

17.05 – Arriva la 6 giovane vestita con tailleur giallo, scarpe bianche, borsa e orologio d’oro. Forse incinta. Il marito la tiene, in piedi, lei agita il capo. Viene accompagnata dal marito dietro l’altare.

17.12 – Entra carponi la 7 vecchia si ferma davanti all’altare e prega in ginocchio. Entra una in azzurro e viene cacciata da un’accompagnatrice. Urla dietro l’altare. Pianti e gemiti.

17.15 – Arriva una vecchia magra, n. 8 retta da due figlie, geme e cade. Urla Ahiiii.

17.25 – n.7 urlando si gira sdraiata sul dorso, passo della tarantola battendo forte le natiche. Ricomincia dopo qualche minuto. N. 7 insiste come sopra urlando. E’ molto violenta.

Dietro l’altare. Stanno sedute. Non hanno l’acqua, non possono rovesciare, lì starebbe la grazia.

La 7 continua l’urlo e il rotolio, fa il giro della Cappella in avanti, sdraiata gambe in avanti.

17.30 – Poi la 1 incomincia a ballare. Dopo un po’ inverte il giro. La 1 contro la porta batte col sedere e salta a piedi pari, si agita, batte con la testa, si calma. La 7 si sdraia sull’altare. La 1 sussulta e respira ritmicamente, sdraiata. Comincia a girare sul dorso puntando i piedi. E’molto agitata ma si ferma di colpo su  un fianco.

17.55 –Entra la 8.

18.05 – Arriva su un calesse  un uomo, si avanza strisciando con le braccia tese in avanti facendo Ahiiii. Il vecchio si è messo supino in croce. Avanza lentissimo contraendo le spalle. Fa urla lunghissime.

La 1 si ritola si agita è davvero invasata. Il vecchio supino urla: gli tolgono le scarpe. La n. 3 completamente sveglia osserva il vecchio. Poi si fissa nel vuoto.

La 1 addosso al vecchio. La 7 si agita e urla. La 5 sembra stare bene. La 3 sta in piedi sopra l’altare. Il vecchio si alza, chiama la 3 e si fa aiutare da lei a salire, sale più in alto di tutti a sinistra guardando e urla.

Si sveglia la 7 e comincia a girare, cambia direzione, alza le braccia ad arco a turno e risponde agli Ahiii del vecchio, si mette carponi e striscia, poi supina e cammina in avanti.

Il vecchio è passato a destra dell’altare, urla a intervalli regolari. La 3 vede qualcosa dalla porta e si alza sull’altare urlando”.

Non tutte le tarantolate apparivano invasate. Altre testimonianze raccolte in quella sede ne danno evidenza.

“La paziente si recò in Cappella il giorno stesso e bevve l’acqua del pozzo, ma senza beneficio. La paziente rimase senza mangiare, bevendo solo acqua pura. Le sue condizioni sono andate progressivamente migliorando, ma la paziente accusa tuttora la sintomalogia descritta (debolezza, malessere generale e forti dolori). I parenti riferiscono di non aver chiamato i suonatori perché la tarantola non era “ballerina”, e che la paziente è calma perché la taranta non era “libertina”: la tarantola era “muta” e trista”.

di Massimo Negro

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(1) Fonte: Brevi estratti dell’importante libro nel quale sono state pubblicate le diverse note di campo e verbali di riunioni compiute dal gruppo di lavoro di Ernesto  De Martino. Una pubblicazione essenziale e fondamentale per chi vuole comprendere meglio lo studio compiuto in quegli anni che ha dispiegato un valore fondante per quanti ancora oggi si accostano allo studio del tarantolismo, ma anche per coloro che, da profani, vogliono semplicemente approfondirlo. Consiglio l’acquisto.

Etnografia del Tarantismo Pugliese. I materiali della spedizione nel Salento del 1959. Ernesto De Martino – a cura di Amalia Signorelli e Valerio Panza. Edizione Argo 2011.

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Sul rito del tarantolismo, le sue origini a Galatina e la figura di San Paolo
https://massimonegro.wordpress.com/2012/06/28/galatina-breve-nota-irriverente-e-fantasiosa-su-san-paolo-e-le-tarantate/

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3 risposte a Galatina. Il rito liberatorio delle “tarantolate” a San Paolo.

  1. tina rizzo ha detto:

    CON UNA POESIA SUL TEMA SAUDADE MEMORIE DI TARANTE, IL REGISTA DI:RAI NEL 2005 TRASMISE NEL PROGRAMMA LECCE ART FESTIVAL UN BALLETTO ISPIRATO DALLA POESIA VINCITRICE DI TINA RIZZO DE GIOVANNI

  2. tina rizzo ha detto:

    poesia pubblicata in Astri ed Spring

  3. salvatorecito ha detto:

    Il rito,della taranta….in Galatina delle sue forme “goliardiche”e anche se vogliamo molto cupe,le si potrebbero proporre magari 30 giorni…..vale a dire tutto il mese giugno Lei non dice caro dottore?
    Rimane per me,galatinese……il tarantismo,l’insetto della taranta…..la guarigione,la musica un momento particolarmante toccante,e pero’molto interessante.
    Buone feste dei Santi Patroni….Pietro e Paolo bye bye Salvatore!!!

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