Otranto. Nella Valle delle Memorie (II parte). L’ipogeo di Torre Pinta.

Nella Terra.

Al suo interno.

Nel grembo materno.

Dove tutto nasce e si rigenera.

Nella Terra.

Dove torneremo.

L’ipogeo di Torre Pinta rappresenta tutto ciò. Origine. Guarigione. Transito.

Un antico camminamento scavato nella roccia che conduce verso un vano la cui superficie, man mano che ci si avvicina appare non significativa, di modeste proporzioni.

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Ma è al suo interno che inizia la magia.

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Ponendomi al centro e mirando le pareti che si alzano verso il cielo, girando su me stesso seguendo lo sviluppo delle tante cellette scavate nella roccia, le dimensioni e le proporzioni d’incanto perdono significato. La sensazione è quella di trovarsi nel cuore di una cattedrale.

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Una cattedrale scavata nella roccia. Essendo crollata in tempi non certi l’originaria volta, una sorta di Pantheon nel cuore della nostra Madre Terra.

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Cosa rappresenta l’ipogeo di Torre Pinta? Quando fu costruito e da chi? Quali erano le sue funzioni?

Le domande sono tante a cui occorrerebbe dare risposta. Ma a tutte queste si può rispondere con quanto ebbe ad affermare nell’agosto del 1976 l’architetto milanese Antonio Susini, a cui è attribuita la scoperta del sito:

“Avessimo trovato un vaso, una moneta, un’incisione. Invece nulla. Un fatto incredibile …”.

In queste parole è racchiusa la storia e il mistero di questo sito situato all’interno della Valle delle Memorie nei pressi di Otranto. Un luogo caratterizzato dalla presenza di numerose grotte; alcune, di modeste dimensioni, naturali, altre, la maggior parte di esse, scavate dall’uomo. Antichi luoghi di culto e semplici ripari, forse un tempo abitazioni.

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Un luogo che reca traccia di antiche comunità provenienti dall’odierna Terra Santa e l’antica cripta basiliana di San Nicola. Un luogo che doveva essere abitato e frequentato da epoche imprecisate.

L’ipogeo presenta una pianta a croce latina (ma non deve le sue origini e la sua forma alla croce cristiana). Dall’esterno si accede al corridoio lungo 33 metri che conduce nel vano principale. Presso l’imbocco del corridoio, all’ingresso, sulla destra si apre un piccolo vano circolare con uno stretto camino comunicante con l’esterno.

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Giunti in fondo, dopo aver percorso tutto il corridoio, si apre il vano principale la cui volta dovrebbe essere crollata nel 1700. Dinanzi e ai due lati delle rientranze scavate nella roccia, quasi fossero tre “absidi”. Anch’esse, al loro interno, con numerose celle scavate nella roccia.

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Sopra l’ambiente ipogeo si erge una torre colombaia forse costruita in seguito al crollo della volta. O fu la costruzione della torre a causare il crollo della volta?

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Tra le diverse ipotesi di studio che ruotano attorno a questo luogo vi è anche quella di un’origine messapica. Un luogo destinato, forse, a funzioni funerarie delle quali però non rimane alcuna traccia, nessun reperto.

Secondo alcune ipotesi il piccolo vano posto nelle vicinanze dell’ingresso aveva funzioni di forno crematorio. Le cenere del defunto venivano racchiuse in urne di terracotta e poste all’interno di una delle numerose cellette scavate nella roccia.

Altri ancora suppongono una funzione mitraica del sito.

Nessuna certezza.

C’è inoltre un altro filone di ipotesi nell’ambito delle quali si attribuisce al sito una funzione guaritrice. Un luogo da cui si sprigiona energia positiva in grado di guarire dalla depressione, dalla cervicale e più in generale da dolori alle ossa.

Un luogo di rigenerazione e di rinascita. Il vano il grembo materno e il corridoio l’utero da cui uscire a “nuova vita”.

Nei pressi dell’ingresso vi è un’altra cavità il cui accesso è impedito da materiale da riporto.

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E a pochi metri di distanza uno strano scavo nella roccia di forma circolare.

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Tante ipotesi. Nessuna certezza.

Se non quella che il luogo e la valle in cui si trova sono di incredibile bellezza!

di Massimo Negro

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Note correlate:

– Otranto. Nella Valle delle Memorie (I parte). La cripta di San Nicola.
https://massimonegro.wordpress.com/2013/07/02/otranto-nella-valle-delle-memorie-i-parte-la-cripta-di-san-nicola/

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