Dialogo con un albero di Ulivo.

Questa breve nota è stata scritta nel dicembre 2011 dopo che in Regione Puglia era stata presentata una proposta per allentare i vincoli paesaggistici consentendo l’espianto di alberi d’ulivo. Ma, a ben vedere,  non  vi è giorno in cui sui giornali non compaiono notizie di possibili scempi in danno alla bellssima natura che ancora e nonostante tutto ci circonda. Fortunatamente il livello di vigilanza civica si sta sempre più alzando e non si ha più timore di manifestare il proprio, non dissenso, ma amore verso la nostra terra.

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Questa mattina dopo aver letto della proposta che si sta esaminando in Regione Puglia per allentare i vincoli sulla tutela del paesaggio e dei nostri bellissimi uliveti, sono stato assalito da mille dubbi.

Mi sono chiesto “vuoi vedere che se queste menti hanno pensato ad una cosa del genere effettivamente i nostri alberi di ulivo sono un freno alla sviluppo della nostra Regione?” e poi “cavolo e se avessero ragione? forse si genererebbe un volume di  affari tale che finalmente riuscirei a trovare lavoro in Puglia!”.

Wow! Sarebbe la svolta!

Però su queste cose la parte pragmatica che è in me mi ha suggerito di chiarire la questione direttamente con una delle parti in causa.

Così presa la macchina mi sono diretto in campagna, ho girovagato per un po’ finché mi è sembrato di vederne uno sufficiente anziano e all’apparenza anche saggio che mi potesse rispondere con franchezza.
Ho parcheggiato la macchina e mi sono incamminato lungo un viottolo di campagna finché sono giunto là proprio davanti a lui. Un bellissimo albero di ulivo.

“Ciao amico albero, mi dispiace disturbarti ma ti vorrei fare una domanda. Non penso che tu lo sappia ma in questi giorni qualcuno nel Consiglio Regionale si sta preoccupando del fatto che voi possiate costituire un freno allo sviluppo della nostra regione. Siete in milioni e non c’è sufficiente spazio per tutti. O noi, meglio i nostri interessi, o voi”

“Caro amico, chiunque tu sia, non conosco molto delle vostre questioni ma non mi meraviglio di quello che mi stai dicendo. D’altronde la nostra vita non è mai stata semplice e mai come in questi ultimi anni vedo intorno a me campagne abbandonate, campi non più dissodati. Non vengono più come una volta le pecore o le capre a farmi il solletico. Intorno a me vedo crescere a dismisura campi spietrati e ricoperti di strani specchi che assorbono la luce del sole”

“Conosco bene, certo non come te, quello che accade nelle campagne della nostra terra ma, scusa la franchezza, la mia domanda è semplice e diretta – pensi che il tuo essere qui ben piantato con le tue radici nella terra, possa essere d’ostacolo allo sviluppo economico della nostra Regione?”

“Mi chiedi troppo, in fin dei conti siete voi che andate a scuola e che dovreste avere i mezzi per rispondere a questa domanda, ma vista la tua insistenza non la eluderò, permettimi solo di rispondere per quello che conosco e porta pazienza se non dovessi soddisfare pienamente la tua curiosità”

“Sono tutto orecchi. Prometto di non interromperti. Del resto sono venuto apposta per questo, per ascoltarti”

“Vedi, caro amico, a noi capita ogni tanto di conoscere quello che accade al vostro affaccendarsi. Qualche volta ci capita di leggere – ebbene si, voi non lo sapete ma sappiamo leggere – da qualche foglio di giornale con cui i contadini incartano le loro cose e che poi lasciano svolazzare in campagna.
Leggiamo di politici ed industriali che si lamentano di aree industriali realizzate ma mai pienamente funzionanti e alle volte lasciate nel degrado. Leggiamo di aree artigianali abbandonate a se stesse. Di colate di cemento e strisce d’asfalto che non portano da nessuna parte, dove non transita nessuno se non dei drogati la notte. Leggiamo di inutili nuovi quartieri residenziali mentre i vostri centri storici muoiono lentamente.
Allora caro amico, sono io farti ora una domanda – mi sai dire perché avete bisogno ancora di altro spazio quando ne avete sprecato e lasciato inutilizzato in gran quantità? Che volete farne, ma soprattutto a chi giova?”

“Ma veramente … penso che … si hai ragione”

“Ah ah ah … ti vedo frastornato, forse non sapevi che ne sapessi così tanto, vero? Ora vai che devo pensare alle mie cose, alle mie olive, per il momento a qualcosa ancora serviamo e la stagione della raccolta è prossima”.

di Massimo Negro

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NdR: La proposta è stata presentata dal PdL in Regione Puglia ma, a leggere La Gazzetta del Mezzogiorno, più di qualcuno anche nella stessa maggioranza si è dichiarato disponibile ad affrontare l’argomento.

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Appello di Marcello Gaballo su Spigolature Salentine
http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2011/10/22/nessuno-tocchi-gli-ulivi-di-puglia/

Da La Gazzetta del Mezzogiorno
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=464023&IDCategoria=470

Firma la petizione on-line
http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=ulivi

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